Pause
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Pausa.
C’è bisogno di tempo altrove ora.
Chiudere gli occhi e poi…
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Pausa.
C’è bisogno di tempo altrove ora.
Chiudere gli occhi e poi…

Come alcuni dei miei lettori sapranno, da circa un mese e mezzo possiedo un laptop Compaq con una scheda grafica nVidia.
Dopo aver passato parecchio tempo con GNU/Linux e la mia ATI 9600 [che mi ha dato non pochi grattacapi, soprattutto ai tempi di Feisty], sono finalmente approdato dall’altra parte, ovvero in quello che molti utenti GNU/Linux definivano come un vero e proprio paradiso.
Preso il laptop nuovo, mi son detto: Bene bene, ora che finalmente ho una nVidia, posso star tranquillo che tutto funzionerà a meraviglia e non dovrò più passar notti insonni a compilare i driver della scheda video ogni volta che c’è qualche problema.
Ma purtroppo ho sperimentato sulla mia pelle che non è proprio così.
Per farla breve, ho installato ben 4 versioni di driver sul mio Compaq, che monta una non proprio recentissima [anzi, manco per niente] GeForce 8200.
Ho installato, in sequenza, le versioni:
- 177
- 173
- 96
- 180.11
Con i driver 177 il Sistema era piuttosto macchinoso, e i video in Flash su Firefox erano scattosissimi.
Ho deciso quindi di rimuoverli e installare i 173.
Questa è la versione di driver che ho tenuto più a lungo. Il Sistema era finalmente reattivo e tutto funzionava a meraviglia. I filmati in Flash mostravano ogni tanto qualche area nera, ma i video erano comunque godibili.
L’unica pecca di questi driver erano alcuni artefatti che venivano a crearsi ogni tanto. In Firefox, quando il Sistema era carico di operazioni, lo scrolling creava parecchie difficoltà di lettura replicando porzioni di testo o immagini in punti che invece dovevano esser liberi. E lo stesso capitava con Gedit, scrollando un file contenente parecchio testo.
Ho deciso quindi di provare la versione ancora più obsoleta, la 96 [indicata per schede antichissime].
Con quella versione X non si avviava nemmeno.
Che fare, dunque?
Qualche settimana fa uscì la prima beta dei driver 180. Decisi quindi di installarla e testarla sul mio PC.
Tutto filava a meraviglia, non avevo più gli artefatti e il Sistema era reattivo.
Unica pecca: i filmati in Flash, anche qui, erano scattosissimi e inguardabili.
Così decisi di ritornare ai più decenti 173, tenendomi gli artefatti.
Oggi invece ho voluto tentare con la versione ancora più aggiornata dei nuovi driver, la 180.29.
Per installarla non è stato troppo semplice, e ho seguito delle procedure che parecchi utenti alle prime armi non conoscono nemmeno.
Innanzitutto partiamo dal wiki di ubuntu-it.
Nella pagina è descritta anche l’installazione automatica, che a me non ha funzionato. Il Sistema mi restituiva un errore di dipendenze dei pacchetti.
Ho optato quindi per l’installazione manuale. Ecco come ho fatto.
Avviato Ubuntu, provvediamo innanzitutto a rimuovere i vecchi driver, con il comando:
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sudo apt-get --purge remove nvidia-glx-173 nvidia-173-kernel-source
Ovviamente, se voi avete altre versioni dei driver, dovrete rimuovere quelle del vostro Sistema.
Una volta terminata la disinstallazione, è necessario riavviare il Sistema.
Al riavvio X non riuscirà a partire [a causa di una errata configurazione di X.Org]. Basta seguire le istruzioni a monitor per riconfigurare xorg con le impostazioni generiche.
Una volta rientrati in Ubuntu [senza effetti, senza direct rendering, senza driver nVidia, e probabilmente con una risoluzione meno definita], scarichiamo i driver nVidia che vogliamo installare. Ecco il link per il download di tutte le versioni:
Una volta salvato il file nella nostra home, diamo da terminale il comando necessario per installare i pacchetti per la compilazione:
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sudo apt-get install build-essential linux-headers-$(uname -r) xserver-xorg-dev
Terminata l’installazione dei pacchetti, è possibile installare i nuovi driver.
Però c’è bisogno di terminare la sessione di X in esecuzione. Per farlo, basta tornare alla schermata di login [tramite Sistema > Termina Sessione, o premendo contemporaneamente CTRL+ALT+Backspace].
Una volta tornati alla schermata di login, dobbiamo switchare in TTY, con la pressione dei tasti CTRL+ALT+F1.
A questo punto ci troveremo davanti una console di comando, nuda e cruda.
Diamo quindi i comandi:
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sudo killall gdm
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sudo sh ./NVIDIA*.run
Seguiamo le istruzioni a monitor, rispondendo di sì alla compilazione automatica del kernel.
Una volta terminata l’installazione dei driver, riavviamo il Sistema [premendo contemporaneamente CTRL+ALT-Canc], e al successivo login dovremmo avere i nuovi driver installati e funzionanti.

Ho da poco acquistato questo piccolo laptop da 15.6″.
È un PC di fascia bassa, senza grosse pretese, ma con un design discreto e la praticità di un tastierino numerico [pressoché introvabile nei 15"].
Ecco le specifiche hardware:
CPU: AMD Athlon X2 1.9Ghz 1MB L2cache
RAM: 3072MB
Hard Disk: Western Digital SATA 160GB 5400rpm
VGA: nVidia GeForce 8200M
Display: 15.6″ 1366×768px
Audio: Creative SoundBlaster Pro 16bit
Wifi: Atheros AR242x WLAN 802.11b/g
Webcam 1.3mpx
Memory card reader SD MM MS MSP xD Picture
Peso: 2.75KG
Ed ecco l’output di lspci:
00:00.0 RAM memory: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] Memory Controller (rev a2)
00:01.0 ISA bridge: nVidia Corporation Device 075e (rev a2)
00:01.1 SMBus: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] SMBus (rev a1)
00:01.3 Co-processor: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] Co-Processor (rev a2)
00:01.4 RAM memory: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] Memory Controller (rev a1)
00:02.0 USB Controller: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] OHCI USB 1.1 Controller (rev a1)
00:02.1 USB Controller: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] EHCI USB 2.0 Controller (rev a1)
00:04.0 USB Controller: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] OHCI USB 1.1 Controller (rev a1)
00:04.1 USB Controller: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] EHCI USB 2.0 Controller (rev a1)
00:06.0 IDE interface: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] IDE (rev a1)
00:07.0 Audio device: nVidia Corporation Realtek ALC1200 8-Channel High Definition Audio Codec (rev a1)
00:08.0 PCI bridge: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] PCI Bridge (rev a1)
00:09.0 IDE interface: nVidia Corporation Device 0ad0 (rev a2)
00:0a.0 Ethernet controller: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] Ethernet (rev a2)
00:0b.0 PCI bridge: nVidia Corporation MCP78S [GeForce 8200] PCI Express Bridge (rev a1)
00:14.0 PCI bridge: nVidia Corporation Device 077a (rev a1)
00:18.0 Host bridge: Advanced Micro Devices [AMD] Family 11h HyperTransport Configuration (rev 40)
00:18.1 Host bridge: Advanced Micro Devices [AMD] Family 11h Address Map
00:18.2 Host bridge: Advanced Micro Devices [AMD] Family 11h DRAM Controller
00:18.3 Host bridge: Advanced Micro Devices [AMD] Family 11h Miscellaneous Control
00:18.4 Host bridge: Advanced Micro Devices [AMD] Family 11h Link Control
02:00.0 VGA compatible controller: nVidia Corporation Device 0845 (rev a2)
07:00.0 Ethernet controller: Atheros Communications Inc. AR242x 802.11abg Wireless PCI Express Adapter (rev 01)
Nativamente viene prodotto con Microsoft Windows Vista Home Basic come Sistema [in]Operativo preinstallato.
Il prezzo di listino è di 499.00€.
Ho installato su questo portatile tutte e due le distro GNU/Linux, lasciando poi Ubuntu 8.10.
Con Archlinux le prestazioni della VGA erano incredibilmente meno fluide di quelle che avevo con Ubuntu, benché utilizzassi la stessa versione dei driver nVidia.
Vediamo quindi come procedere per installare entrambe le distro.
Installazione di Archlinux
Nel momento in cui scrivo, nessuna ISO ufficiale disponibile è avviabile su questa macchina.
Tutte, indistintamente, salutano l’hardware con un caloroso kernel panic!
L’unica ISO che sono riuscito ad avviare [grazie al kernel più aggiornato] è la 2008.12, scaricabile via torrent da questo link.
L’installazione del Sistema poi avviene in maniera fluida e senza intoppi, con la procedura che ho dettagliatamente riportato qui.
Al primo avvio noteremo una incredibile lentezza nel rendering video, non ci sarà alcun suono e la scheda wireless sarà disabilitata.
Dovremo sistemare uno ad uno le varie periferiche. Iniziamo dalla scheda grafica.
- nVidia GeForce8200M
Innanzitutto vanno installati i driver e va configurato X.Org.
Per installare i driver basta dare da terminale:
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pacman -Sy nvidia-173-xx
Ho provato anche ad installare l’ultima versione disponibile [la 177], ma le prestazioni sono di gran lunga inferiori, quindi son tornato alla versione non aggiornata.
Una volta installati i driver, va modificato il file /etc/X11/xorg.conf, impostando la voce nvidia al posto di vesa nella sezione driver.
È inoltre possibile eseguire il comando nvidia-xconfig, che si occuperà di sistemare automaticamente il nostro xorg.conf.
- Scheda Audio
Per abilitare l’audio nella scheda, è necessario disabilitare il modulo snd-pcps che viene caricato all’avvio.
Basta dare quindi da terminale:
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nano /etc/rc.conf
E cercare l’elenco dei moduli caricati all’avvio.
Una volta trovato snd-pcps, basta modificarlo in !snd-pcps.
- Wireless Atheros
Per abilitare il segnale wireless, anche qui vanno messi in blacklist alcuni moduli.
Diamo quindi da terminale:
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nano /etc/rc.conf
Troviamo l’elenco dei demoni e mettiamo il punto esclamativo davanti a ath_hal e ath_pci.
Installazione di Ubuntu
Anche con Ubuntu, tutte le ISO precedenti a Intrepid non si avviano, mostrando la famigerata schermata di BusyBox.
Intrepid, per fortuna, si avvia e funziona anche in live session.
Una volta installato Ubuntu, dovremo anche qui installare i driver nVidia per poter beneficiare di un desktop non scattoso, e blacklistare i demoni della scheda wireless.
L’audio invece funziona out-of-the-box.
- nVidia GeForce8200M
Per installare i driver nVidia ho usato envyng, disponibile nei repo.
Basta dare da terminale:
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sudo apt-get install envyng
Questo comando installerà l’applicazione.
Per installare poi i driver nVidia, bisogna dare:
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envyng -t
Questo comando avvierà una spartana GUI da shell, che ci guiderà passo passo nell’installazione del driver.
Anche in questo caso è necessario installare i driver alla versione 173.
Al termine dell’installazione, è sufficiente riavviare il computer.
- Wireless Atheros
Per abilitare la scheda wireless, va innanzitutto installato un pacchetto. Basta dare da terminale:
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sudo apt-get install linux-backports-modules-intrepid
Una volta installato questo pacchetto, blacklistiamo i due moduli che impediscono il corretto funzionamento della scheda:
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sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist
Aggiungiamo alla fine del documento le voci:
blacklist ath_hal
blacklist ath_pci
Al riavvio del sistema, potremo trovare le reti wireless.
Non ho ancora testato, con Sistemi Operativi GNU/Linux, né la webcam né il lettore di memorie.
Mi capita sovente di dover rispondere a domande su argomenti che io ho ormai assimilato come concetti “naturali”, ma ogni volta mi stupisco di come effettivamente, per chi si approccia a GNU/Linux, molte cose non siano per nulla scontate, anzi.
Questo post vuole solo essere un piccolo “post-it”, per cercare di illustrare a grandi linee il significato e l’utilizzo delle applicazioni citate nel titolo.

Compiz
O, fino a qualche tempo fa, CompizFusion.
Compiz è un cosiddetto “compositing window manager”. Per semplificare si può benissimo dire che Compiz è un software che si occupa della gestione dell’ambiente desktop, è il motore dell’estetica e degli effetti grafici di X.
Grazie a Compiz è possibile avere delle animazioni durante le operazioni di selezione, di minimizzazione delle finestre, di spostamento dell’area di lavoro, e via dicendo…
Per poter gestire al meglio e per personalizzare questi effetti grafici, è possibile installare il CompizConfig Settings Manager [abbreviato in ccsm]. Questa applicazione ci permetterà, attraverso una comoda interfaccia grafica, di poter accedere alle opzioni dei vari plugin di Compiz.

Beryl
Beryl è un progetto ormai abbandonato, da più di un anno.
Era un fork di Compiz, che lavorava su una strada parallela rispetto alla gestione degli effetti grafici.
Attualmente è obsoleto e inopportuno installare Beryl, in quanto non c’è più supporto da parte della comunità nello sviluppo del software.

Emerald
Emerald è un software che si occupa della decorazione delle finestre.
Gestisce i colori e le immagini dei bordi delle finestre, dei pulsanti di chiusura, massimizzazione e minimizzazione.
Per funzionare ha necessariamente bisogno di un Window Manager come Compiz o Beryl.

Metacity
Metacity è il Window Manager predefinito di Gnome.
È il software che gestisce tutta l’interfaccia grafica di Gnome, dai bordi delle finestre alle animazioni, i contenuti, e via dicendo.
È spurio di opzioni di configurazione, al contrario di Compiz o Beryl, ma è più leggero e fruibile da chiunque, anche se non si dispone di una scheda grafica con accelerazione 3D.

GTK+2
Si tratta di un toolkit per la gestione dei temi e dei rendering grafici, come il testo e le interfacce delle applicazioni.
Il discorso sarebbe molto più complesso, ma basti sapere che un tema GTK, tra cui i molti disponibili su gnome-look.org, è il tema che modifica l’aspetto generale di tutta l’interfaccia grafica di Gnome.

Qualche mese fa aprii anche io il mio account Facebook.
Perché?
Non c’è un perché motivato. Lessi su Metro un articolo che riportava dati entusiasmanti di come Facebook fosse in assoluto il social network mondiale con più iscritti, e non capivo perché io non dovessi avere un mio spazio anche lì.
Perché poi? Per un malinteso, un mio fraintendimento, che a posteriori ho capito esser il risultato di una mia superficialità nell’analizzare la cosa.
Pensavo che, come ad esempio su myspace, se un utente si registra con un dato nome [es. deviantdark], nessun altro utente potrà più iscriversi con quel nome.
In realtà Facebook non è così, altrimenti in Italia esisterebbe un solo Mario Rossi che può avere il suo bell’account Facebook, e tutti gli altri si dovrebbero servire di altri social network.
Ma quando finalmente realizzai questo misunderstanding, era troppo tardi, mi ero già registrato.
E, in fase di registrazione, avevo compilato campi opzionali, nei quali mi venivano richieste informazioni personali [non mi chiesi a che pro, ma compilai].
Una volta scoperto che c’erano altri miei omonimi che potevano comunque iscriversi, e che Facebook in realtà non mi serve affatto, decisi di cancellarlo.
Così cliccai su Impostazioni account > Disattiva.
Bene.
Tutto finito?
Col cavolo.. in quel modo non ho cancellato la mia iscrizione, ma solo disattivato il mio account.
Per riattivarlo avrei dovuto effettuare un login con la mia email, e ricevere così un link nella mia inbox per riattivare l’account, ma con l’account disattivato tutte le mie informazioni personali erano comunque memorizzate nel database di Facebook.
In più un mio carissimo amico, anche lui sdegnato utilizzatore di Facebook, mi ha notificato della presenza di un baco del sistema, se non si interviene manualmente nelle impostazioni della privacy, modificando quelle default..
Questo baco riguarda le amicizie e le foto taggate.
In breve, il baco agisce su una regola: se non sei amico di una persona, non puoi vedere le sue foto personali.
Il baco invece permette di vedere queste foto anche non godendo dell’amicizia di questo utente.
Come?
Semplice. Poniamo ci siano Mario, Paolo e Stefania.
Mario è amico di Paolo, e Paolo è amico di Stefania, ma Mario e Stefania non sono amici.
Stefania tagga una sua foto con il link a Paolo [suo amico], e Mario vede la foto taggata da Silvia in quanto Paolo è amico di Stefania e di Mario. Mario quindi clicca sulla tag, apre il profilo di Stefania e può vedere tutte le foto di Stefania, benché non siano amici.
Se invece, senza passare dalla foto taggata, Mario prova ad accedere alla collezione di Silvia, Facebook interviene e pone il veto, in quanto Mario deve essere amico di Stefania per vedere le sue foto.
Questo fa sì che Facebook fornisca linfa vitale a voyeur e impiccioni, nonché segaioli.
Ma perché spesso si legge in giro che Facebook è un social network fascista?
Il motivo può esser questo, o magari quest’altro.
Gruppi inneggianti al nazifascismo o alla jihad ilsamica sono tranquillamente tollerati su Facebook, mentre alcuni utenti con idee sovversive si trovano il loro account bannato dal servizio, senza motivazioni di alcun tipo [un esempio su tutti].
Decisamente un comportamento che dà adito a speculazioni intellettuali, e che ci può portare a riconsiderare il modo in cui la nostra privacy e le nostre pubblicazioni online siano al sicuro o meno.
Tengo poi fuori dal discorso i ragionamenti su come Facebook possa fare una barca di soldi vendendo a terzi i propri dati e le proprie statistiche [la compilazione dei campi opzionali di cui parlavo sopra], proprio come Mr.G o altri, o di come l’idea primaria di Facebook sia poi andata via via modificandosi per dar vita al social network che conosciamo oggi [l'idea originale era mantenere un contatto o ritrovare vecchi compagni di liceo.. ora a questa si sono aggiunte molteplici varianti, più o meno logiche, più o meno razionali o condivisibili].
Quindi, ciancio alle bande, come mi cancello da Facebook, una volta che ho capito che non è il social network che fa per me?
Attualmente Facebook non supporta un servizio del genere, la cancellazione del proprio account non è tollerata.
C’è però una via tortuosa ma efficace che può esser seguita, per eliminare definitivamente ogni traccia del proprio account da Facebook.
Va fatta una precisazione: in Facebook è possibile aggiungere indirizzi email e modificare l’indirizzo email principale.
Questo strumento è quello che ci permette di averla vinta con Facebook, e cancellare il nostro account.
Ecco la procedura da seguire:
Tramite questa procedura, tutte le informazioni che avevamo inserito nel nostro primo account non saranno più accessibili da terzi [l'indirizzo email col quale era stato registrato è ora utilizzato per un altro account], e il nostro nuovo account fittizio non conterrà più alcuna informazione personale [se ovviamente in fase di registrazione abbiamo compilato solo i campi obbligatori, e magari con dati fittizi].
Vaya con Dios, Facebook.