Compiz Plugin: Place Windows

Pubblicato il 19 Dicembre 2008 da deviantdark

Grazie a CompizFusion e ai suoi molteplici plugin, è possibile personalizzare il comportamento del proprio desktop in maniera assoluta.
Da qualche giorno ho scoperto come avviare una determinata applicazione [o anche più di una] in maniera tale che sia sempre posizionata in una parte definita dello schermo [grazie alle coordinate preimpostate nel plugin].

Il plugin in questione è Place Windows.
Per far sì, ad esempio, che Firefox si avvii sempre con la finestra non massimizzata, e con un distacco dal bordo orizzontale di 50 pixel, e di 5 pixel dal bordo verticale, dobbiamo agire così.
Apriamo il Gestore della configurazione di Compiz, clicchiamo [e abilitiamo] sul plugin Place Windows, e muoviamoci nella tab Fixed Window Placement.
Nella sezione Windows with fixed positions clicchiamo su Nuovo, e nella stringa Positioned Windows incolliamo questo codice:

(type=Normal) & class=Firefox & name=Navigator & role=browser

Rispetto poi alle distanze di X e Y regoliamoci come meglio crediamo.
In questo modo tutte le istanze di Firefox [che non sono massimizzate] verranno avviate con relative distanze di 5 e 50 pixel da X e Y.

Per ottenere i parametri di altre applicazioni, anziché inserire la stringa riportata qui in codice, possiamo ricavarla da noi, grazie al pulsante + accanto a Positioned Windows.
Selezioniamo poi dal menu a tendina i vari parametri, tipo classe, nome, ruolo finestra, ecc… ogni volta cliccando poi sull’applicazione in esecuzione.
In questo modo la stringa si completerà da sola inserendo via via i parametri per l’applicazione che vogliamo configurare, e a noi non resta che dare poi le coordinate X e Y.

Archlinux e il bluetooth

Pubblicato il 10 Dicembre 2008 da deviantdark

Ho imparato praticamente a memoria la procedura di installazione e configurazione del bluetooth su Archlinux, avendola effettuata per parecchie volte, tutte inevitabilmente senza successo.
Ho scoperto poi che il dongle USB che utilizzavo era passato a miglior vita.
Ma preferisco appuntarmi qui la procedura che ho utilizzato, testata e funzionante con un nuovo dongle USB.

Innanzitutto vanno installati i pacchetti gnome-bluetooth e la serie bluez:

sudo pacman -Sy gnome-bluetooth bluez-libs bluez-utils bluez-gnome

Poi va caricato il modulo bluetooth all’avvio, con:

modprobe bluetooth

Avviamo quindi l’applet del bluetooth con i comandi:

bluetooth-applet &
sudo /etc/rc.d/bluetooth start

A questo punto possiamo testare il riconoscimento del dispositivo:

hcitool dev

L’output restituito dovrà essere simile al seguente:

[deviantdark@archlinux ~]$ hcitool dev
Devices:
hci0 00:0B:0D:33:3B:37

Questo ci rincuora, in quanto il device viene riconosciuto dal sistema.
Ora proviamo a vedere se riesce ad individuare periferiche bluetooth nel raggio di azione, con il comando:

hcitool scan

Anche in questo caso l’output restituito dovrà esser simile al seguente:

[deviantdark@archlinux ~]$ hcitool scan
Scanning …
00:1A:75:FF:FE:B9 deviantdarkW880i

Testata la bontà delle operazioni, dobbiamo caricare il demone all’avvio.
Per farlo basta editare il file rc.conf ed aggiungere il modulo bluetooth alla fine dell’elenco:

sudo gedit /etc/rc.conf

E aggiungiamo all’ultima riga il demone bluetooth, come in questo esempio:

DAEMONS=(syslog-ng network netfs crond portmap fam dbus hal gdm alsa bluetooth)

Ora, al riavvio successivo, il bluetooth è attivo e configurato con successo.
Basterà lasciar collegato il dongle per avere l’icona dell’applet sul pannello gnome.

Gnomad2 su Archlinux

Pubblicato il 6 Dicembre 2008 da deviantdark

Ho faticato e non poco per installare il software Gnomad2 su Archlinux.
Questo per via delle librerie MTP, che Gnomad [attuale versione 2.9.2-2] richiede siano superiori alla versione 0.3.3], mentre nei repository son ferme alla versione 2.6.1-1.
Però, con qualche accorgimento, è possibile compliare l’installazione con AUR e far sì che tutto funzioni.
Prima di tutto vanno installate le librerie MTP. Vanno prese le libmtp-devel, che hanno una versione più aggiornata.
Diamo quindi da terminale:

yaourt -S libmtp-devel

Quando ci verrà richiesto di editare il pkgbuild, rispondiamo di sì [Y] e editiamolo con Gedit.
Sostituiamo l’intero contenuto del file con questo:

pkgname=libmtp
pkgver=0.3.3
pkgrel=1
pkgdesc="library implementation of the Media Transfer Protocol"
arch=("i686" "x86_64")
url="http://libmtp.sourceforge.net"
license=("LGPL")
depends=("libusb")
source=("http://download.sourceforge.net/sourceforge/$pkgname/$pkgname-$pkgver.tar.gz")
options=('!libtool')

build() {
cd $startdir/src/$pkgname-$pkgver
./configure –prefix=/usr
make || return 1
make DESTDIR=$startdir/pkg install
}

md5sums=(’c2231df50d1755876bdfa7f3fdead7a2′)

Salviamo il file e chiudiamo Gedit.
Continuiamo quindi con la compilazione e l’installazione automatica.
Al termine, siamo pronti per installare gnomad2:

yaourt -S gnomad2

E l’installazione dovrebbe procedere senza intoppi.

DustTheme e engine murrine-svn su Archlinux

Pubblicato il 6 Dicembre 2008 da deviantdark

Sono un affezionato utente del DustTheme, tema rivoluzionario che ho assorbito sul mio desktop sin dalle primissime release.
E, con il passaggio ad Archlinux, mi sarebbe piaciuto poterlo avere anche sulla nuova distro.
Purtroppo però il tema richiede la presenza del motore GTK murrine, nella sua versione SVN.
Per installarlo bisogna usare i repository di AUR:

yaourt -S gtk-engine-murrine-svn

In questo modo il motore sarà installato e funzionante sulla nostra Arch.
Funzionante sì, ma non con il DustTheme.
Questo, stranamente, continua a mostrare delle incongruenze grafiche piuttosto fastidiose.
Ho quindi avuto il supporto desiderato direttamente nel forum di Archlinux, trovando così la soluzione.
Basta modificare il file gtkrc del tema con qualche accorgimento.
Per semplificare le cose, è possibile semplicemente dare questo comando da terminale:

wget http://deviantdark.altervista.org/uploads/gtkrc
mv gtkrc /home/deviantdark/.themes/Dust/gtk-2.0

Ovviamente dovrete sostituire il mio username deviantdark con quello del vostro PC.
Questa procedura funziona esclusivamente con la attuale ultima versione del DustTheme.
Quella sicuramente funzionante con questa patch è scaricabile qui:

Download DustTheme 0.2

Qualora si voglia applicare questa modifica su versioni precedenti del DustTheme, bisogna editare il file gtkrc e commentare le stringhe che hanno la voce:

style =

Archlinux: installazione e configurazione con GNOME

Pubblicato il 22 Novembre 2008 da deviantdark

E fu così che mi balenò in mente l’idea di testare le mie abilità su una più core di Ubuntu.
Sul forum di ubuntu-it un ragazzo [il buon Simo, che compare anche tra i commenti] mi ha parlato di pkgbuild e di AUR, aprendomi un mondo a me fino ad allora sconosciuto.
Allora ho deciso di provare questa flessibilissima Archlinux, e di scrivere un post lunghissimo sul quale appuntare via via le installazioni e le configurazioni effettuate, in modo da poterne fruire nel tempo, sia io che i miei lettori.
Quindi, bando alle ciance, si inizia…

INSTALLAZIONE DI ARCHLINUX

Download e preparativi

Per prima cosa occorre procurarsi la ISO di installazione da masterizzare.
Niente di più semplice:

Download ArchLinux

Ovviamente consiglio a tutti di scaricare la ISO tramite i torrent, un sistema comodo, veloce e che non intasa inutilmente i server.
Una volta scaricata la ISO sul nostro PC, possiamo tranquillamente masterizzarla su un CD-RW [elemento indispensabile per coloro a cui piace sperimentare nuove distro GNU/Linux].
Terminata la masterizzazione inseriamo il disco nel dispositivo CD-ROM e riavviamo il computer [assicurandoci di avere il dispositivo CD-ROM impostato come prima periferica di avvio].

Avvio di ArchLive

Appena avviato il PC riceveremo il benvenuto dal menu principale di ArchLive.
Se non abbiamo particolari necessità possiamo effettuare direttamente il boot con la selezione default.
Attendiamo che il Sistema venga caricato, e al termine avremo una rassicurante sessione TTY1 che ci chiede di loggarci, come root o come arch [entrambi senza password].
Digitiamo quindi:

root

E premiamo Invio.
A questo punto è necessario impostare il layout della tastiera in italiano.
Digitiamo quindi:

km

E dal menu che appare scorriamo fino alla entry

qwerty-it.map.gz

Premiamo poi Invio, mentre skippiamo la domanda sui font.
Ora siamo pronti per avviare l’installazione.

Installazione

Diamo il comando:

/arch/setup

Scegliamo l’installazione via FTP, e iniziamo la configurazione della rete.

- Configurazione della rete

Io sono connesso a un router tramite cavo ethernet, quindi la connessione è diretta.
Purtroppo non so come si faccia con una connessione wireless o ADSL-USB.
Per essere comunque certi che la connessione sia attiva, apriamo il secondo terminale con CTRL+F2 e digitiamo:

ping www.google.it

L’output dovrebbe essere simile a questo:

PING google.it (216.239.59.104) 56(84) bytes of data.
64 bytes from gv-in-f104.google.com (216.239.59.104): icmp_seq=1 ttl=244 time=111 ms
64 bytes from gv-in-f104.google.com (216.239.59.104): icmp_seq=2 ttl=244 time=114 ms
64 bytes from gv-in-f104.google.com (216.239.59.104): icmp_seq=3 ttl=244 time=92.8 ms

Terminiamo il download con CTRL+C e torniamo alla shell di configurazione rete con CTRL+F1.
Se la rete è ok quindi possiamo proseguire.

- Preparazione degli hard disk

Chi ha già installato qualche distro GNU/Linux non troverà grandi difficoltà in questo passaggio.
Ma anche chi installa una distro per la prima volta ha uno strumento davvero comodo, l’auto prepare.
Scegliendo l’auto prepare il Sistema ci chiederà solamente poche informazioni.
Ecco i valori che ho impostato io:

- Dimensione di boot: 32MB [default]
- Dimensione SWAP: 1024MB [di default è 256MB]
- Dimensione /: 10GB [almeno... dipende dalla capienza del disco]
- Dimensione /home: lo spazio restante

Per il filesystem, io ho preferito scegliere un classico ext3.

- Selezione dei pacchetti

Per quanto riguarda il mirror, è sconsigliato l’uso di quello principale [che non scarica sopra ai 50 K/s].
Mi son trovato bene sia sul mirror di garr che quello svizzero. Sono due scelte che ritengo piuttosto valide.
Una volta scelto il mirror, premiamo Invio per passare alla selezione dei pacchetti.
Ovviamente va scelto il sistema base, poi la scelta dei pacchetti è a discrezione. Ah, la selezione si effettua con la barra spaziatrice.

- Installazione dei pacchetti

Una volta terminata la selezione dei pacchetti, potremo iniziare il download e l’installazione degli stessi.
Possiamo switchare in TTY5 per controllarne lo stato, premendo CTRL+F5.
Una volta terminati il download e l’installazione, torniamo al TTY1 con CTRL+F1.

- Configurazione del sistema

Possiamo affidare ad hwdetect la rilevazione del nostro hardware, quindi scegliamo Yes.
Per tutte le domande successive.. dipende dalle esigenze personali.
Io ho selezionato Yes solo alla domanda riguardo al boot da dispositivi USB, per tutte le altre No.
Quando ci verrà richiesto di inserire il comando di un editor di testo, scegliamo senza problemi nano.
A cosa serve questo editor?
Serve per personalizzare alcuni file di configurazione.
Per salvare le modifiche effettuate sul file è sufficiente premere la combinazione CTRL+O, ci verrà poi chiesto di confermare con Invio la sovrascrittura del file. Per uscire dall’editor premiamo CTRL+X.
Iniziamo da /etc/rc.conf.
Dobbiamo editare le prime righe secondo queste impostazioni:

LOCALE="it_IT.UTF-8"
HARDWARECLOCK="localtime"
TIMEZONE="Europe/Rome"
KEYMAP="it"

Scendiamo poi nella sezione Networking, e modifichiamo la stringa che inizia con eth0 a questo modo:

eth0="dhcp"

Rimuovendo quindi l’intero contenuto tra virgolette.
Sempre nella sezione Nerworking, possiamo [se vogliamo] modificare l’hostname [che di default è myhost] con un nome a nostra scelta [io ho scritto archlinux].
Ora è il turno di /etc/hosts.
Qui dovremo solo aggiungere l’hostname impostato in precedenza al posto di myhost.
Scorriamo quindi fino all’unica riga decommentata e modifichiamola così:

127.0.0.1 localhost.localdomain localhost archlinux

Se invece non abbiamo modificato l’hostname, al posto di archlinux mettiamo myhost.
Come ultimo passaggio poi, impostiamo la password di root.
Quando ci verrà chiesto se vogliamo o meno mantenere le impostazioni dei mirror che abbiamo usato per l’installazione [garr.it o quello svizzero], rispondiamo di sì.

- Installazione del bootloader

Scegliamo il potente GRUB [a meno che non si preferisca LILO], e se ne abbiamo necessità possiamo editare il menu.lst.
Terminato anche quest’ultimo passaggio possiamo uscir dal processo di installazione, e riavviare il PC con il comando:

reboot

INSTALLAZIONE DI X.ORG

Appena riavvieremo il PC, ci dovremo loggare come root, digitando la password impostata prima.
A questo punto è possibile installare X.Org.
Diamo quindi da TTY1:

pacman -Sy xorg hwd

Installati i file, generiamo il file di configurazione:

hwd -xa

Rispondiamo Yes per confermare, poi andiamo a modificarlo:

nano /etc/X11/xorg.conf

Qui potremo modificare il nostro xorg.conf, in base alle nostre esigenze e al nostro hardware.
E qui sta a noi scegliere le giuste modifiche da effettuare, se vogliamo.

INSTALLAZIONE DI GNOME

Diamo da TTY1:

pacman -S gnome

Ci verrà notificato che il pacchetto gnome non esiste, ma ci suggerisce una serie di pacchetti da installare.
Io, oltre a quelli suggeriti, ho aggiunto manualmente i vari alacarte eog evince gimp rar unrar zip unzip file-roller gcalctool gconf-editor gdm gedit gnome-terminal gnome-system-monitor gnome-utils gnome-volume-manager.
Quindi il comando per installare tutti i pacchetti su citati è il seguente:

pacman -S gnome alacarte eog evince gimp rar unrar zip unzip file-roller gcalctool gconf-editor gdm gedit gnome-terminal gnome-system-monitor gnome-utils gnome-volume-manager

Confermiamo l’installazione dei pacchetti e attendiamo il download.
Terminata poi l’installazione, dobbiamo aggiungere GDM e altri demoni tra i demoni di avvio:

nano /etc/rc.conf

Cerchiamo l’ultima riga, quella che inizia con DAEMONS, e aggiungiamo alla fine i demoni portmap fam dbus hal e gdm, in modo da avere:

DAEMONS=(syslog-ng network netfs crond portmap fam dbus hal gdm)

Ora è possibile aggiungere un utente diverso da root, con il semplice comando:

adduser

Inseriamo quindi il nome utente e riempiamo [se vogliamo] il profilo del nuovo utente.
Quando ci verrà chiesto in quali gruppi va inserito l’utente, scriviamo [senza spazi, separando i gruppi con una virgola]:

video,audio,floppy,storage,optical,power,gdm

Ora dobbiamo fare in modo che GNOME si avvii quando il nuovo utente effettua il login.
Modifichiamo quindi il file .xinitrc presente nella nuova home:

nano /home/username/.xinitrc

Sostituiamo ovviamente username con il nome utente che abbiamo scelto.
In questo file è sufficiente decommentare la riga:

exec gnome-session

Come ultimo passaggio, aggiorniamo l’archivio dei repo di pacman:

pacman -Sy

Poi riavviamo il PC [come sopra] e godiamoci il nostro primo avvio di GNOME.


INSTALLAZIONE E CONFIGURAZIONE DELLE APPLICAZIONI

ATI driver:
È possibile installare i driver ATI, sia quelli proprietari [fglrx] che quelli open.
Io ho dovuto scegliere quelli open [con soddisfazione], poiché i driver proprietari mi mandano costantemente in freeze il Sistema [nonostante siano un filino più performanti].
In questa guida scriverò entrambe le procedure, per completezza.

- Driver proprietari

Per installare i pacchetti necessari basta dare da terminale root:

pacman -S catalyst

C’è poi bisogno di qualche accorgimento per lo xorg.conf.
In particolare nella sezione “Device” dobbiamo impostare il driver su fglrx:

Section "Device"
Identifier "ATI Technologies Inc RV350 AP [Radeon 9600]”
Driver “fglrx”
BoardName “Radeon 9600″
BusID “PCI:1:0:0″
EndSection

Inoltre è necessario aggiungere alla fine del documento:

Section "Extensions"
Option "Composite" "Enable"
EndSection

Assicurandoci però che ci sia anche:

Section "DRI"
Mode 0666
EndSection

In questo modo, l’output del comando:

glxinfo | grep direct

Sarà:

direct rendering: Yes

- Driver open

Anche qui apriamo un terminale root e diamo:

pacman -S xf86-video-ati libgl

Terminata l’installazione dei pacchetti, editiamo il nostro xorg.conf, assicurandoci di avere queste sezioni:

Section "Module"
Load "glx"
Load "dri"
Load "drm"
EndSection

Section “Device”
Identifier "ATI Technologies Inc RV350 AP [Radeon 9600]”
Driver “radeon”
Option “XAANoOffscreenPixmaps” “true” #needed for aiglx
EndSection

Section "DRI"
Mode 0666
EndSection

Per maggiori info, vi rimando al wiki ufficiale.

COMPIZ:
Per installare compiz è sufficiente dare da terminale il comando:

pacman -S compiz-decorator-gtk

Ci chiederà di installare le dipendenze del pacchetto, compreso il decoratore Emerald.
Io ho preferito installare tutto, per stare sicuro.
Verrà inoltre installata la fusion-icon, che è buona regola metterla tra le sessioni in avvio.
Purtroppo però ho riscontrato un piccolo problema: a ogni avvio compiz mi rimaneva disattivato, e dovevo sempre cliccare sulla fusion icon e dare un Reload window manager per far funzionare tutto.
Ho ovviato a questo piccolo problema creando uno script ad hoc.
Ho aperto Gedit, e ho inserito nel documento queste stringhe:

#!/bin/sh
compiz --replace &
sleep 2
emerald --replace &
sleep 10

Ho salvato il documento nella mia home, con il nome di .compiz.sh.
Ho poi aperto il terminale root, e ho dato il comando:

chmod +x .compiz-sh

In questo modo il gestore delle finestre sarà ricaricato ulteriormente all’avvio.

YAOURT:
Aggiungiamo i repo per yaourt:

gedit /etc/pacman.conf

Inseriamo:

[archlinuxfr]
Server = http://repo.archlinux.fr/i686

Poi installiamo:

pacman -Sy yaourt

ORA DI SISTEMA:
Avevo sempre l’ora di sistema impostata sul meridiano di Greenwich, quindi sempre un’ora indietro.
Nonostante la sistemassi per bene ogni volta, a ogni riavvio tutto tornava in english mode on.
Ho quindi optato per la linea dura: NTP.
In questo modo posso avere l’orologio sempre sincronizzato e all’ora giusta.
Per prima cosa va installato il pacchetto:

pacman -Sy ntp

Poi va semplicemente eseguito il programma:

ntpdate time.ien.it

AUDIO:
Ho una scheda audio PCI Creative con chipset emu10k1.
Di default su arch non sento nessun suono, quindi mi informo col wiki e scopro che va installato alsa.
Quindi da terminale:

pacman -Sy alsa-lib alsa-utils
modprobe snd-emu10k1

Per trovare il modulo esatto della scheda audio è possibile consultare l’ALSA Soundcard Matrix.
Di default il canale principale dell’alsamixer è muto, quindi bisogna dare da terminale il comando:

alsamixer

E abilitare i volumi di Master e PCM, e alzarli con i tasti cursore.
Per mantenere queste impostazioni anche al riavvio, va editato il file /etc/rc.conf e inserito il demone alsa nella lista di quelli attivati all’avvio.

SUDO:
Per abilitare la funzione di sudo per gli utenti normali, è necessario innanzitutto installare il pacchetto sudo:

pacman -S sudo

Una volta installato, editiamo il file /etc/sudoers. In molti specificano che per effettuare questa modifica occorra utilizzare l’editor VIM, ma io ho provveduto ad editarlo con nano e funziona perfettamente.
Quindi diamo da terminale:

nano /etc/sudoers

Scendiamo fino alla riga:

# User privilege specification
root ALL=(ALL) ALL

Posizioniamoci col cursore fino all’ultimo ALL dei tre, e diamo Invio.
In questo modo avremo creato una nuova riga sotto root.
Ora scriviamo la seguente stringa:

deviantdark[TAB]ALL=(ALL) ALL

Ovviamente non dovremo scrivere TAB, ma semplicemente digitare il tasto TAB per spostarci di qualche spazio sulla sinistra, e dovremo sostituire deviantdark con il nostro username.
Terminata la digitazione, premiamo CTRL+O per salvare e CTRL+X per uscire, esattamente come in fase di installazione di Arch.

MODIFICA DELLE PASSWORD ROOT E USER

Per modificare le password impostate, sia per un utente che per root, ci sono due procedure.
Una permette di modificare la password del solo utente attraverso GUI, mentre la seconda permette di modificarle entrambi.
La prima è facilmente reperibile, cliccando su Sistema > Preferenze > Informazioni utente.
Ci verrà mostrata una tabella con tutte le informazioni disponibili sull’utente che ha effettuato il login, ed in alto a destra c’è un comodo pulsante di modifica password.
Ovviamente ci verrà chiesta la password da modificare e di inserire due volte, per conferma, la nuova password.
Per modificare la password di root invece, o per modificare la password di un utente senza usare una GUI, si può operare da terminale.
Il comando da dare è questo:

passwd user

Ovviamente dobbiamo autenticarci come root, e al posto di user possiamo inserire root o il nome dell’utente che desideriamo.
Dato quel comando, ci verrà richiesta anche in questo caso la conferma della nuova password.


NOTA:
Questo articolo è un Work In Porgress, e tutte le informazioni riportate nello stesso hanno funzionato correttamente sul mio hardware.
Non assicuro che lo stesso possa essere per hardware differente.
Per ogni malfunzionamento comunque potete riolgervi al Wiki ufficiale.

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