Lug 17
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Emesene Messenger e i temi GTK scuri: la soluzione in un plugin

Da qualche giorno sto utilizzando un tema GTK scuro.
Questo è da un lato molto eyecandy, ma dall’altro rende inusabili alcune applicazioni.
Per Firefox3 il problema è stato risolto, mentre finalmente oggi ho risolto il problema con Emesene.
Sintomo del problema: in una finestra di conversazione, lo sfondo è quello del tema GTK in uso, ed essendo nero, il font nero dei miei contatti risultava quindi invisibile.
La soluzione? Un plugin.
Quello in questione si chiama Custom GTK Style, e, come si evince dal nome, ci rende in grado di impostare per Emesene un tema GTK diverso da quello in uso su Gnome.
L’intallazione e l’uso sono quantomai semplici.
Innanzitutto dobbiamo scaricare il plugin:

download

Salviamo il plugin all’interno di ~HOME/.config/emesene1.0/pluginsEmesene.
Qualora Emesene fosse già avviato, riavviamolo e andiamo nel menuOpzioni > Plugin.
Lì selezioniamo quello appena aggiunto, Custom GTK Style, e clicchiamo su Proprietà.
Nella finestra di navigazione andiamo a cercare il file gtkrc che vogliamo impostare. Possiamo sceglierlo all’interno del percorso /usr/share/themes [dove sono archiviati i temi GTK installati], o in una cartella personale.
Una volta selezionato, il tema GTK sarà subito impostato.


Lug 16
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Archived within: GNU/Linux, Ubuntu

GNU/Linux Ubuntu secondo me: un anno insieme

È passato più di un anno ormai.
Ricordo perfettamente la prima volta che installai Ubuntu sul mio PC. Passai ore interminabili a configurare il desktop, a renderlo funzionale ma soprattutto funzionante, e mi costò qualche formattazione evitabile.
L’osso più duro è stato sicuramente la mia scheda video [una ATI 9600]. Sebbene gli effetti visivi fossero già funzionanti con i driver MESA [i driver aperti, open, alternativa ai proprietari fglrx, rilasciati da ATI], per una sorta di riflesso incondizionato windowsiano, volevo installare quelli proprietari [se sono rilasciati da ATI funzionano di sicuro meglio].
Ma mi sbagliavo.
E sbagliando si impara.
Cos’è questo post?
Diciamo che ancora non lo so bene, ma ho voluto fare il punto della situazione a un anno di distanza, ed esprimere le mie opinioni sulla controversa discussione sul Sistema Operativo migliore.
Se, attualmente, qualcuno mi chiedesse, direttamente: Qual è il Sistema Operativo migliore per te?, non avrei difficoltà nel rispondere GNU/Linux Ubuntu!.

Ma, ovviamente, ogni risposta è soggettiva.
Iniziamo quindi nell’analisi dettagliata.

- Perché installare Ubuntu

L’avrete letto già decine di volte, in giro per il web o su riviste specializzate. Quindi non mi va di esser troppo tedioso, e voglio rispondere in maniera sintetica e, ovviamente, dettata dall’esperienza personale.
Ubuntu mi ha dato un senso di conoscenza e libertà che Windows non è mai riuscito a darmi [nonostante abbia usato Windows dal dicembre del 1998 fino ad aprile di quest’anno… quindi quasi dieci anni!].
Perché libertà? Perché riesco a sentire il computer come un’estensione delle mie capacità e delle mie volontà. Il computer fa quello che io gli dico di fare, quando gli dico di farlo e come glielo dico. E la conoscenza deriva dalle nottate sveglio davanti a un monitor, a compilare1 un programma che non ne voleva sapere di funzionare. Oppure a capire come far riconoscere al PC questo o quel dispositivo.
Insomma: con Ubuntu si impara davvero cos’è e come funziona un PC. Certo, non come altre distro famose per la loro difficoltà di configurazione [vedi Gentoo], ma è comunque un mondo diverso dal cliccabile Windows.
Ovviamente l’uso di Ubuntu non è consigliato a chi non ha una buona dose di pazienza e di voglia di documentarsi, un po’ di fortuna ad avere l’hardware giusto [vedremo poi nel dettaglio] e soprattutto tanta tanta voglia di imparare.

- Qual è la differenza tra Windows e Ubuntu

Come già anticipato, al contrario di Windows, Ubuntu mi ha dato soddisfazione. Sia nell’usarla che nel personalizzarla al massimo come piace a me.
Ma la differenza sostanziale sta nelle politiche dei due Sistemi Operativi.
Windows è un Sistema Operativo proprietario, e con questo si intende che è di proprietà della Microsoft, che lo concede in licenza all’utente [licenza accettata durante l’installazione di Windows].
Ubuntu invece è pregno della filosofia open source, ed oltre ad avere un codice sorgente accessibile a tutti [sì ma un niubbo che se ne fa del codice?] è possibile personalizzarlo e renderlo unico, senza l’utilizzo di applicazioni di terze parti.
Sì perché anche Windows è personalizzabile, ma attraverso dei software che non sono stati realizzati da Microsoft [mi riferisco a StyleXP, WindowBlinds, ecc.], e spesso di dubbia provenienza.
Inutile dire poi che questo software intaccano i file di sistema, e non sempre questa procedura è indolore a Windows.

Ma la differenza sostanziale è un’altra: un virus difficilmente sarà in grado di attaccarci su Ubuntu. Il Sistema Operativo GNU/Linux è praticamente immune da virus.
Il software a corredo del Sistema Operativo poi è quantomai florido.
Su un Windows fresco di installazione infatti non possiamo aprire file .pdf, .doc, .xls, .pps. Non abbiamo alcun software di fotoritocco, se non il poverissimo Paint [lo stesso di Windows98]. Ubuntu invece già comprende GIMP [utilizzato alcune volte anche in ambito professionale], e la suite OpenOffice.org, nonché un visualizzatore di documenti PDF.

Allora perché Windows?
Per due sempicissimi motivi: alcune applicazioni professionali, come AutoCAD o Adobe Photoshop, non possono essere avviate in ambiente GNU/Linux in maniera nativa.
Questo fa sì che utenti con esigenze particolari non possano scegliere per loro stessi quale Sistema Operativo installare sui propri PC, ma sono vincolati dall’uso di qualche software a restare con un Sistema Operativo Windows.
In questi casi non c’è nulla da fare.
Alternativa valide open source ce ne sono, ma non riescono comunque a reggere il passo di applicazioni proprietarie come quelle menzionate prima.
Per queste persone l’unico Sistema Operativo utilizzabile è Windows, o in alternativa MacOS, che supporta nativamente Photoshop [per AutoCAD il discorso è differente, ma non mi dilungo].

- A chi è destinato Ubuntu?

Ubuntu è destinato a tutti coloro che vogliono aprire i loro orizzonti, sperimentare, testare, confrontare e valutare da loro stessi [e non per sentito dire] se utilizzare un Sistema Operativo diverso da Windows e MacOS sia una cosa che fa per loro.
È destinato a chi ha un computer di ultima generazione ma non riesce a sfruttarlo appieno. È destinato a coloro che hanno la voglia di confrontare due esperienze d’uso di un PC.

- Come faccio ad avere Ubuntu e a vedere se fa per me?

In questo Ubuntu non ha rivali. È stata una delle prime distro GNU/Linux a integrare un disco live e un disco di installazione.
È possibile infatti avviare e iniziare a usare Ubuntu senza dover per forza installare il Sistema Operativo.
È sufficiente inserire il disco di Ubuntu nel lettore, impostare da BIOS l’avvio del PC da CD-ROM e aspettare che il Sistema Operativo si carichi.
In questo modo potremo avere la possibilità di poter familiarizzare con un nuovo ambiente desktop, ma soprattutto di vedere se il nostro hardware è pienamente supportato dal kernel di Ubuntu.
Qualora l’audio, la connettività wireless, gli effetti grafici e quant’altro fossero già attivi, Ubuntu è la distro perfetta per il nostro PC.
Se invece qualcuno o tutti questi componenti [wi-fi, scheda audio, scheda video, ecc.] non dovessero essere funzionanti sin da subito, è consigliabile cercare in rete una documentazione relativa alla compatibilità tra il proprio hardware e il kernel di Ubuntu.
Solitamente non è impossibile riuscire a configurare il tutto, ma è comunque un’operazione che richiede tanta pazienza e voglia di imparare sin da subito.

Per poter avere il disco di installazione [che funziona anche da liveCD] di Ubuntu, ci sono vari modi.
Quello più comune è tramite il download dal sito ufficiale italiano, ubuntu-it.org.
In alternativa molte riviste specializzate offrono inserti di vario genere, e tra questi potrebbe essere presente un disco di installazione di Ubuntu bell’e pronto.
Un servizio particolare e unico nel suo genere invece è quello che offre ShipIt!
È possibile infatti farsi spedire a casa in maniera del tutto gratuita [senza nemmeno le spese di spedizione] un disco di installazione di Ubuntu, con tanto di stampa su CD, copertina di cartone rigida ufficiale e 4 sticker Ubuntu. L’unico effetto collaterale è l’attesa che il prodotto arrivi; ci vogliono fino a 4 settimane.
Per poter richiedere la propria copia di Ubuntu è sufficiente registrarsi gratuitamente al sito e compilare il forum di richiesta.

- Conclusioni

Ho attraversato parecchie fasi di entisuasmo per Ubuntu. Sulle prime ero impaziente di condividerlo con il mondo, e lo consigliavo/installavo a destra e a manca.
Poi ho ritirato un po’ le pretese, capendo che le persone non possono avere Ubuntu se non lo scelgono da sole.
Ora sono sì il primo a consigliarlo, a proporlo a tutti come alternativa, ma lungi da me andare oltre.
Se io ho trovato la mia completezza usando Ubuntu, non è detto che debbano farlo anche gli altri.

  1. Potrebbe essere l’equivalente di installare, sintetizzando al massimo [↩ back to top]

Lug 13
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Migliorare l’usabilita di Firefox con i temi scuri - userContent.css

Avevo già parlato di un’estensione per Firefox che permetteva di migliorare l’usabilità del browser quando il Sistema Operativo utilizza una GTK con temi scuri.

Siccome a me quell’estensione mi sapeva tanto di surrogato [molte pagine, come ad esempio deviantART o Ebay, avevano parecchi oggetti fuori posto o poco comprensibili], mi sono messo all’opera e ho cercato una soluzione differente.

Non riuscivo a capire perché cercando su Google, molte pagine parlassero di modifiche al file userContent.css, che erano una panacea per chi, come me, usa dei temi scuri.
Io avevo provato a sostituire il mio userContent.css con alcuni proposti in vari siti, ma i risultati erano a dir poco pessimi.
A onor del vero in molti di questi siti veniva detto che quel metodo funzionava con Firefox2 ma che con Firefox3 parecchie cose [integrazione col tema GTK su tutte] erano state modificate.

Vabbé, senza farla troppo lunga, cercando quà e là ho trovato parecchie indicazioni su come apportare le modifiche a sto famoso userContent.css, e alla fine ci son riuscito a trovare una quadra1.
Copio/Incollo il mio userContent.css qui, così io ne avrò sempre una copia a diposizione, e anche i miei lettori ne potranno usufruire.

Ah, per i niubbi… il file userContent.css si trova al percorso /home/username/.mozilla/firefox/*.default/Chrome
Per visualizzare la cartella .mozilla nella nostra Home dobbiamo abilitare la visualizzazione dei file nascosti premendo contemporaneamente CTRL+H.
Apriamo il file userContent.css [o creiamolo ex novo] e incolliamoci dentro, sostituendo il tutto, le seguenti stringhe:


input {
border: 2px inset white;
background-color: white;
color: black;
-moz-appearance: none !important;
}

textarea {
border: 2px inset white;
background-color: white;
color: black;
-moz-appearance: none !important;
}

select {
border: 2px inset white;
background-color: white;
color: black;
-moz-appearance: none !important;
}

input[type=”radio”],
input[type=”checkbox”] {
border: 2px inset white ! important;
background-color: black ! important;
color: ThreeDFace ! important;
-moz-appearance: none !important;
}

*|*::-moz-radio {
background-color: black;
-moz-appearance: none !important;
}

button,
input[type=”reset”],
input[type=”button”],
input[type=”submit”] {
border: 2px outset white;
background-color: #eeeeee;
color: black;
-moz-appearance: none !important;
}

body {
background-color: white;
color: black;
display: block;
margin: 8px;
-moz-appearance: none !important;
}

  1. l’utilizzo del termine quadra in questo post è vincolato dalle leggi sul copyright depositate dalla mia ragazza per l’utilizzo dello stesso [↩ back to top]

Giu 29
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CompizFusion: Eliminare l’ombra dal pannello Gnome

Spesso capita che nei desktop con temi chiari l’ombra del pannello di Gnome risulti troppo “artefatta”, e stacchi troppo il pannello dal resto del desktop.
Ecco un esempio:

Per eliminare quell’ombra è possibile disabilitare Emerald come decoratore delle finestre [in luogo del decoratore default GTK], ma questo disabiliterà tutte le ombre, comprese quelle delle finestre.In alternativa, è possibile continuare ad usare Emerald e a modificare alcuni parametri di CompizFusion tramite il CCSM [CompizConfig Settings Manager].
Vediamo come fare…

Apriamo il Settings Manager presente in Sistema > Preferenze > Advanced Desktop Effects Settings.
Andiamo nella sezione Effetti, e clicchiamo sul plugin “Window Decoration”.
In fondo alle impostazioni di configurazione avremo due stringhe, rispettivamente:

- Decoration Windows
- Shadow Windows

A noi interessa quest’ultima.
Clicchiamo sul simbolo di aggiunta voce [+] sulla destra.
Clicchiamo poi su “Ottieni”, e vedremo che il nostro puntatore si trasformerà in una croce. Clicchiamo quindi sul pannello, in modo che il valore verrà automaticamente impostato in Pannello di bordo espanso superiore.
A questo punto clicchiamo su Aggiungi, e avremo una stringa presente in Shadow Windows al posto di any di default.
Selezioniamo quindi tutta la stringa e sostituiamola con:

any & !(title=Pannello di bordo espanso superiore)

In questo modo il pannello superiore non avrà più alcuna ombra.


Giu 29
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Archived within: GNU/Linux, GRUB, Gutsy, Hardy, Ubuntu

StartupManager - Una GUI per GRUB

Un ottimo strumento per i poco avvezzi alla shell è StartupManager, una GUI [Graphic User Interface] per la modifica intuitiva del menu.lst del GRUB.
Come già spiegato in questa sede, il GRUB è il gestore degli accessi installato assieme a Ubuntu, che all’accensione del PC ci permette di scegliere quale Sistema Operativo avviare.Per modificare i parametri del GRUB, si può agire sul testo del file menu.lst di GRUB, oppure utilizzare StartupManager.
Per installarlo è sufficiente dare da terminale:

sudo apt-get install startupmanager

Al termine dell’installazione sarà possibile eseguire il programma da Sistema > Amministrazione > StartupManager.

Il software ci permette di impostare in maniera semplice e pulita le modifiche che vogliamo apportare al menu.lst, come il timeout in secondi [il tempo che il GRUB resta in attesa prima di avviare il Sistema Operativo predefinito], quale Sistema impostare come predefinito, e, per i più esigenti, c’è anche la possibilità di personalizzare i colori del menu.

Davvero un’ottima risorsa per chi è da poco arrivato su Ubuntu.
Il software è presente nei repository universe di Gutsy e Hardy. Per Feisty è possibile scaricare il pacchetto .deb da questo indirizzo.


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